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Ti piacerebbe lavorare di meno?

Di Gennaio 16, 2020 Nessun commento

L’annosa questione del lavorare meno per produrre di più e meglio. A parità di condizioni, naturalmente!

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Molti anni fa, la settimana lavorativa durava sei giorni, fino al sabato. Nel ‘900, siamo passati gradualmente alla settimana lavorativa corta, che termina il venerdì, col classico week end di riposo.

E se la settimana diventasse ancora più corta? Se lavorassimo fino al giovedì, avendo un week end lungo tre giorni?

Sta già accadendo in Nuova Zelanda, ad esempio, dove ci sono esperimenti di successo di aziende che hanno ridotto la settimana lavorativa a 4 giornate, per poi somministrare una survey ai dipendenti che ha mostrato risultati notevoli: i lavoratori sono meno stressati e più felici, e dunque sono molto più produttivi nei giorni di ufficio. In UK, è stata introdotta la settimana di 4 giorni in alcune aziende prendendo spunto dall’energia e dall’entusiasmo riscontrati fra i dipendenti per un bank holiday, cioè un weekend lungo tre giorni.

Questi esperimenti hanno fondamentalmente dimostrato che le persone sono riuscite a fare più cose nel loro tempo libero in un week end più lungo, come visitare amici e parenti, fare progetti personali, avere un giorno a disposizione per la casa. Questo impatto emotivo ha avuto un effetto tremendamente positivo sulla produttività.

La premier finlandese Sanna Marin ha proposto l’introduzione nel Paese di un orario di lavoro flessibile: quattro giorni a settimana e la giornata addirittura di sei ore, mentre in Svezia la giornata lavorativa di sei ore è stata già introdotta nel 2015.

In Italia le cose (tanto per cambiare) potrebbero essere rese più complicate dalle abitudini estremamente sbagliate, come la connessione 24/7/365. Mail, messaggi, telefonate ci rendono sempre connessi e reperibili, rendendo più difficile staccare e di fatto più numerose le ore lavorative reali settimanali.

Avere una giornata in più durante la settimana non significa smettere completamente di lavorare: smartwork a parte, significa occuparsi delle proprie cose, e in più, avere tempo e possibilità per organizzare meglio la settimana successiva, e magari ripensare i progetti diversamente, a tutto vantaggio per l’azienda. In Italia, il virtuoso esempio di Brunello Cucinelli è illuminante: niente mail dopo le 17.30 e prima delle 8. Il re del cashmere ha costruito un impero di successo su questa filosofia e su questo approccio.

Le aziende e soprattutto alcuni loro manager (è illuminante sul tema il post su giovani e aziende) devono capire l’importanza dirompente dell’impatto del work life balance sulla produttività: lavorare tanto non significa produrre di più!

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